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Le priorita' strategiche

eni considera, nella definizione delle proprie strategie, l'analisi degli scenari internazionali, le richieste provenienti dal dialogo con gli stakeholder, le performance conseguite, gli impegni assunti.

La povertà energetica rappresenta uno dei principali ostacoli allo sviluppo sociale ed economico di un Paese e di conseguenza è cresciuta la consapevolezza del ruolo esercitato da parte delle aziende del settore energetico per aumentare l'accesso all'energia di larghe fasce di popolazione. In molti dei Paesi in cui eni opera, il tema dell'accesso all'energia ha assunto un ruolo prioritario nelle strategie di promozione dello sviluppo anche in riferimento al raggiungimento degli Obiettivi del Millennio promossi dalle Nazioni Unite.

In qualità di attore partecipante allo sviluppo locale eni ha deciso di assumere un ruolo rilevante a livello internazionale sul tema dell'accesso all'energia anche facendosi promotrice di un'azione collettiva che ha contribuito alla nascita della task force "Sustainable Energy for All" del Global Compact. La scarsità delle risorse naturali è sempre più messa in relazione agli obiettivi di riduzione della povertà e alla crescita della popolazione globale. Per le imprese sta diventando cruciale e di primaria importanza la capacità di valutare i rischi derivanti dalla loro presenza in territori sensibili per la scarsità di risorse o per la presenza di alto valore naturale e quindi la volontà di limitare gli impatti delle loro attività e di studiare strategie alternative di mitigazione.

Insieme agli altri servizi ecosistemici fondamentali, la gestione dell'acqua è riconosciuta come un elemento strategico per le imprese, ed è quindi al centro di studi e ricerche volte a ridurre i rischi e a tutelarne la salvaguardia, considerando l'importanza di questa risorsa per le comunità locali. è sempre più evidente anche lo spostamento dell'attenzione dai soli impatti di natura ambientale ai potenziali risvolti che questi possono avere sulla salute e sul benessere delle comunità locali e, più in generale, sui Diritti Umani.

A livello regolatorio le principali novità riguardano alcune nuove norme che hanno un impatto importante in termini di sostenibilità sulle imprese: l'estensione del decreto legislativo 231/2001 a reati di tipo ambientale, in cui è previsto il livello penale per questo genere di reati; l'entrata in vigore del Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act, che fornisce nuove regole sulla trasparenza dei flussi finanziari; l'approvazione e diffusione dei "Guiding Principles on Business and Human Rights" emessi dal Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani, per cui le aziende sono chiamate a prevenire il rischio di commettere violazioni o di essere complici di eventuali violazioni commesse dai propri partner.

Indice di sviluppo energetico

L'International Energy Agency (IEA) ha elaborato l'indice di sviluppo energetico al fine di comprendere meglio il livello di sviluppo energetico del Paese. Si tratta di un indicatore che tiene traccia dei progressi compiuti dai Paesi in cui è in corso la transizione per l'utilizzo di combustibili moderni: circa 2,7 milardi di persone utilizzano ancora le biomasse tradizionali per cucinare. Il calcolo dell'indice è in linea con quello dell'indice di sviluppo umano di UNDP ed è composto da quattro indicatori, ciascuno dei quali cattura un aspetto specifico della povertà energetica: consumo di energia per uso industriale, consumo di energia elettrica per uso residenziale, utilizzo di combustibili moderni per usi domestici e popolazione con accesso all'energia elettrica.

Fonte: World Energy Outlook 2011, IEA

eni ha individuato quattro aree prioritarie nel piano strategico 2012-2015: la sicurezza dei lavoratori, l'accesso all'energia, Rio+20 e i diritti umani nel contesto di business.

A fronte delle tendenze riscontrate nella complessità del panorama energetico internazionale, eni ha individuato, nel proprio processo di pianificazione di sostenibilità, quattro aree strategiche da sviluppare nel quadriennio 2012-2015. Tali aree riguardano la sicurezza dei lavoratori, il tema dell'accesso all'energia, Rio+20 e i diritti umani nel contesto di business. Per ciascuna di queste quattro aree sono definiti obiettivi prioritari e aree di miglioramento che danno origine a progetti di breve e medio termine. Le attività di monitoraggio dei risultati e delle performance ottenuti dall'implementazione dei driver strategici e dei progetti sono garantiti da un sistema di reporting che confronta periodicamente gli obiettivi e i risultati raggiunti.

Alle quattro aree prioritarie si sommano gli interventi pianificati per risolvere le aree di miglioramento su tutti i temi rilevanti per la sostenibilità.

Nel complesso i temi affrontati nella pianificazione strategica di sostenibilità rispondono ai principi del Global Compact e sono espressione dell'impegno per contribuire agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite.

PRINCIPALI OBIETTIVI 2012-2015

Ambito Principali obiettivi 2012-2015
Sicurezza Copertura del 100% degli asset significativi delle divisioni e&p e r&m con valutazioni di asset integrity e realizzazione al 2015 delle azioni di miglioramento.
Diritti umani Allineamento dei processi interni con gli UN Guiding Principles su Human Rights and Business.
Diversità Conseguimento del 30% di presenza femminile nei CdA delle controllate eni Italia, già dai rinnovi dei consigli in scadenza nel 2012 e realizzazione, entro il 2012, di uno studio di fattibilità per definire l'obiettivo di presenza femminile nei CdA delle controllate eni all'estero.
Emissioni GHG Riduzione del 40% dell'indice delle emissioni di GHG per ktep di produzione operata netta entro il 2015 rispetto al 2010 (riduzione di circa 7 mln ton CO2eq).
Efficienza energetica Risparmio di circa 350 kton/anno di CO2 grazie a progetti di energy saving nella raffinazione e petrolchimica.
Emissioni SOx Riduzione del 22% delle emissioni al 2015 rispetto ai valori 2010 nel settore della raffinazione.
Acqua Aumento del 15% dell'acqua di formazione reiniettata in giacimento entro il 2014 rispetto ai valori 2011.
Oil Spill Stesura degli "Oil spill contingency plan" per tutte le consociate e&p entro il 2014 e riduzione del volume degli oil spill da incidenti per unità di produzione del 15% rispetto ai valori 2011.
Green economy Realizzazione a Porto Torres di un complesso industriale per la produzione di bio monomeri e bio polimeri, con un investimento di 500 mln € e riconversione del sito esistente. Il progetto prevede la costruzione di 7 impianti produttivi nei prossimi 5 anni.
Accesso all'energia In Congo completamento del progetto integrato da 1mld; in Nigeria prosecuzione dei lavori di elettrificazione connessi all'IPP Okpai. Valutazione fattibilità di iniziative in altri Paesi africani.
Sviluppo locale Aggiornamento del modello di cooperazione, in linea con gli obiettivi delle Nazioni Unite, comprensivo di strumenti per valutare l'efficacia dei progetti per le comunità.
Trasparenza Partecipazione attiva all'EITI nei Paesi con un focus sulla promozione di nuove adesioni.

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Siamo un’impresa integrata nell’energia, impegnata a crescere nell’attivita di ricerca, produzione, trasporto, trasformazione e commercializzazione di petrolio e gas naturale. Tutti gli uomini e le donne di eni hanno una passione per le sfide, il miglioramento continuo, l’eccellenza e attribuiscono un valore fondamentale alla persona, all’ambiente e all’integrità.