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La lotta alla corruzione

eni ritiene che la corruzione sia un ostacolo intollerabile all'efficienza del business e alla leale concorrenza. Per questo motivo considera l'integrità etica, il pieno rispetto delle leggi e dei regolamenti e la correttezza come doveri costanti di tutte le sue persone.

Il Codice Etico di eni proibisce espressamente "pratiche di corruzione, favori illegittimi, comportamenti collusivi, sollecitazioni, dirette e/o attraverso terzi, di vantaggi personali e di carriera per sé o per altri". Per promuovere nella realtà di business questo suo impegno eni, nel novembre 2009, ha volontariamente esteso il suo compliance program affinché comprendesse anche i rischi di corruzione, adottando le Linee Guida Anti-Corruzione e le relative Procedure Ancillari. Nel 2011, con il massimo supporto della leadership aziendale, è stato attuato l'aggiornamento del programma con entrata in vigore (1 gennaio 2012) della nuova Management System Guideline AntiCorruzione (MSG) approvata dal CdA ed elaborata in coerenza con le vigenti disposizioni Anti-Corruzione applicabili e le Convenzioni Internazionali.

Indice di corruzione

L'indice di corruzione è un indicatore pubblicato annualmente da Transparency International sulla base del livello secondo il quale l'esistenza della corruzione è percepita tra pubblici uffici e politici. Il punteggio è compreso tra uno e dieci ed è più alto quando si registra una minore corruzione percepita.

Nel 2011 la corruzione è stata al centro di diverse proteste, sia nell'Europa colpita dalla crisi, sia nel Nord Africa. La Commissione Europea ha stimato il costo della corruzione nell'Unione Europea nell' 1% del suo PIL, cioè 120 miliardi di euro all'anno. Tale importo non solo viene sottratto a settori vitali per il funzionamento degli Stati come l'educazione o la sanità, ma causa anche un rallentamento della crescita economica, frenando gli investimenti esteri come rilevato dal Fondo Monetario Internazionale.

Fonte: Transparency International

eni ricerca, nei casi di potenziale divergenza fra standard locali e internazionali, le soluzioni che consentano comportamenti fondati sugli standard internazionali pur nella considerazione dei principi locali.

Al fine di perseguire l'eccellenza, nella Policy "La Sostenibilità" eni si impegna a promuovere le best practice internazionali nei diversi Paesi dove gli standard locali divergono da quelli internazionali.

Il sistema normativo di eni è stato ampliato con l'introduzione della Policy "La global compliance". Tale policy oltre a sottolineare l'impegno di eni nel costante monitoraggio dell'evoluzione della normativa fa riferimento agli strumenti organizzativi, normativi di controllo e di comunicazione disponibili in azienda per verificare l'adeguatezza e aggiornare tempestivamente le regole di compliance, anche in riferimento alle best practice nazionali e internazionali.

eni proibisce, attraverso la MSG Anti-Corruzione, ogni forma di corruzione e pone una chiara distinzione tra condotte consentite e vietate, individuando le aree a maggiore rischio di corruzione, sulla base del tipo delle attività svolte.

I contenuti descritti nella MSG vengono ulteriormente dettagliati negli Strumenti Normativi anti-corruzione finalizzati a prevenire i rischi relativi alla corruzione e concernenti undici tematiche specifiche (segnalazioni, omaggistica, clausole contrattuali, contratti di sponsorizzazione, selezione del personale ecc.). Tali normative interne sono volte a fornire un quadro sistematico di riferimento delle norme e procedure in materia di Anti-Corruzione già poste in essere e applicate da eni nel tempo e ad assicurare il massimo rispetto da parte di eni e del suo personale del Codice Etico, del Modello 231 e delle Leggi Anti-Corruzione nazionali e internazionali. Tali normative sono estese e applicate a tutte le società controllate di eni, sia in Italia sia all'estero.

eni promuove il dialogo con i propri stakeholder e ritiene la trasparenza un elemento fondamentale del proprio modello di business, da perseguire nei rapporti con gli stakeholder per la creazione di valore sostenibile.

L'adozione di un approccio trasparente con tutti gli interlocutori, di volta in volta rappresentati dalle comunità, dalle istituzioni, dai partner industriali, dalle associazioni non governative, favorisce relazioni solide e durature e consente di massimizzare gli sforzi per lo sviluppo sociale ed economico locale.

Nell'ambito delle attività di stakeholder engagement nel 2011 è stata rafforzata l'attività di engagement con stakeholder rilevanti sul tema quali Transparency International con cui eni ha da anni un rapporto consolidato.

La lotta alla corruzione - Fornitori

Con riferimento alla Anti-Corruzione, nell'ambito dei processi di qualifica dei fornitori, eni richiede agli stessi di sottoscrivere la seguente dichiarazione: "di impegnarsi, anche a nome degli amministratori, dipendenti e collaboratori della Impresa/Società dichiarante, al rigoroso rispetto del D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231 e delle vigenti disposizioni in materia di corruzione e, in particolare, ad astenersi dall'offrire, promettere, elargire, pagare o accettare, direttamente o indirettamente, qualunque richiesta di omaggi da pubblico ufficiale e/o parti private, o dall'autorizzare chiunque a elargire o a pagare, direttamente o indirettamente, alcuna somma di denaro, utilità, beneficio, vantaggio di sorta o alcunché di valore di un pubblico ufficiale e/o parti private in violazione delle norme sopra indicate".

eni riconosce il valore della sensibilizzazione delle proprie persone sul tema della lotta alla corruzione ed investe in programmi di formazione per fornire le conoscenze sulle leggi Anti-Corruzione e le istruzioni per riconoscere i "Red flags".

Nel 2011 è proseguita l'iniziativa formativa rivolta al personale "a rischio" sia italiano sia estero, mediante un programma di training obbligatorio mirato alle linee e alle funzioni più a rischio. Tale attività si è sviluppata attraverso il completamento del corso fruibile in modalità e-learning, finalizzato all'inquadramento della materia dell'anti-corruzione, esteso ai key officer e con workshop interattivi per confronti ed approfondimenti su temi specifici e situazioni pratiche che possono presentarsi nel corso delle attività della Società.

I workshop che si sono tenuti nel corso del 2011, sia in Italia sia all'estero, sono stati 26, estesi alla Corporate, alle divisioni ed alle principali società controllate. Le risorse formate nei workshop sono state circa 1.890. Il numero di ore di formazione effettuate risulta pari a 4.725 con una durata di 2,5 ore per evento. Nel 2012 un nuovo ciclo di e-learning, per i Key Officer di nuova nomina, verrà erogato in considerazione altresì delle modificazioni intervenute della normativa internazionale e nelle procedure interne.

eni ha previsto dei canali dedicati per la segnalazione di qualunque violazione, sospetta o nota, incluse quelle sulla corruzione.

I canali informativi previsti dalla procedura sulle "segnalazioni, anche anonime, ricevute da eni" permette ai dipendenti, ai membri degli organi sociali o a terzi di inoltrare, anche in forma confidenziale o anonima, segnalazioni relative a problematiche di sistema di controllo interno o di altre materie in violazione del Codice Etico.

eni garantisce la ricezione, l'analisi e l'avvio di un'istruttoria condotta dall'Internal Audit i cui esiti sono sottoposti agli organi di controllo e di vigilanza preposti.

Il rispetto delle norme anti-corruzione - Partner Industriali

eni impone il rispetto di tutte le norme, comprese quelle Anti- Corruzione ai propri business partner, e fra essi, particolare attenzione è posta ai "Covered Business Partners" ovvero quei Business Partner che agiscono per conto di eni o che è probabile sia abbiano un contatto rilevante con un Pubblico Ufficiale nello svolgimento del loro incarico per conto di eni (ad esempio joint venture, intermediari, consulenti, distributori, dealer, agenti, frenchisee, ecc).

eni si è fatta promotrice di attività di mediazione e confronto con i principali operatori del settore petrolifero, finalizzate alla condivisione della policy Anti- Corruzione dell'azienda e dei più rilevanti principi internazionali in materia. Particolarmente importanti, in tal senso, le iniziative intraprese nel Golfo del Messico, in Inghilterra ed in Nigeria.

Nel Golfo del Messico sono stati organizzati incontri con operatori di Joint Ventures.

eni ha inoltre partecipato al Fraud Awareness Working Group, un'iniziativa sponsorizzata da Shell avente lo scopo di mettere a disposizione delle multinazionali che operano in West Africa e che sono potenzialmente soggette a frodi o corruzione una piattaforma per condividere best practice, interagire con le autorità giudiziarie e prendere coscienza di nuovi sistemi di lotta alla corruzione.

Nel Regno Unito ha partecipato alle attività promosse dalla oil & gas UK Ltd, un'associazione che raggruppa le società operanti nell'industria inglese dell'oil & gas, senza fini di lucro e avente l'obiettivo di rafforzare l'industria dell'oil & gas offshore lavorando a stretto contatto con aziende di settore, i governi e tutte le altre parti interessate.

eni aderisce al Global Compact e si impegna al rispetto della Convenzione delle nazioni unite contro la corruzione, della Convenzione OCSE sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri e dei business Principles for Countering bribery di transparency International.

Collabora, inoltre, con i Gruppi di Lavoro del Global Compact sul 10° principio, sia a livello nazionale (Network Italiano del GC) sia internazionale.

Nell'ambito del Working Group sul 10° principio del Global Compact, eni, ha contribuito all'istituzione di un Gruppo di Lavoro ad hoc per l'oil & gas Sector. Tale Gruppo di Lavoro ha portato avanti, nel corso del 2011, una serie di approfondimenti, con particolare riferimento all'attività di due diligence ed alla possibilità di creare una Linea Guida standard cui tutte le oil & gas companies aderenti possano riferirsi. I primi risultati di tale lavoro, sono stati presentati al Meeting Annuale tenutosi a Marrakech, ad ottobre 2011 ed il prossimo stato di avanzamento lavori verrà discusso ai margini della Conferenza Rio+20. eni è stata inoltre invitata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell'ambito del Progetto IPA 2007 "Strenghtening the Anti-Corruption Inter-Agency Cooperation", supportato dall'UE ad incontrare a novembre 2011 una delegazione del Ministero della Giustizia croato e della sua Autorità Anti-Corruzione, al fine di presentare l'attività svolta da eni in materia di prevenzione della corruzione, contribuendo così a "qualificare l'impegno italiano in quel progetto".

eni promuove la lotta alla corruzione anche attraverso la partecipazione a convegni e l'adesione a gruppi di lavoro internazionali di settore e multisettoriali.

Nel 2011 eni ha partecipato ad una serie di convegni organizzati dall'International Bar Association (associazione internazionale della professione forense) con i consigli forensi delle giurisdizioni coinvolte, destinati a legali senior dei principali studi legali nel mondo sul tema della lotta alla corruzione.

In ambito OCSE, eni ha aderito al Gruppo di Lavoro Anti-Corruption istituito nell'ambito del G20, con il compito di elaborare le raccomandazioni sul tema che il settore industriale dei Paesi G20 ha inviato ai capi di Stato e di Governo. Il Direttore Affari Legali eni è stato nominato da Confindustria rappresentante dell'associazione delle industrie italiane in quel Gruppo di Lavoro.

Infine eni ha partecipato alla Conferenza Mondiale sui Least Developed Countries, con un focus particolare sugli aspetti legati alla Governance e alla Lotta alla Corruzione.

L'accordo di cooperazione con ISPAC

Nell'ottobre del 2011 eni ha firmato un accordo di cooperazione scientifica su "Anti-Corruzione e il settore privato – il ruolo dei programmi aziendali di compliance" con l'International Scientific and Professional Advisory Council of the United Nations on Crime Prevention and Criminal Justice (ISPAC), con l'United Nations Office on Drugs and Crime (UNODOC). L'accordo rappresenta un'importante iniziativa internazionale di cooperazione scientifica tra settore pubblico e privato svolta dagli esperti in materia di lotta alla corruzione di 5 istituzioni universitarie di primario livello col supporto dell'ufficio legale eni, unica azienda che partecipa al programma di ricerca.

IL REPORTING SUL 10° PRINCIPIO

Il reporting di eni sul 10° principio secondo le linee guida del global compact Livello interno Livello esterno Livello collettivo
  Committment e Policy        
B1 Dichiarazione pubblica sull'impegno nella lotta alla corruzione in tutte le sue forme Diffusione di Codice Etico e Modello 231, disponibili sul sito aziendale, a tutti coloro con cui eni intrattiene relazioni. Aggiornamento delle Linee Guida Anti-Corruzione attraverso la nuova Management System Guideline Anti-Corruzione.      
B2 Rispetto di tutte le leggi rilevanti incluse quelle specifiche riguardanti il tema dell'AC Impegno nell'adesione ufficiale ai più alti standard internazionali sul tema (Principi GC, Convenzione UNCAC e OCSE). Adesione all'EITI e rafforzamento del ruolo di promotore nei Paesi di presenza che non aderiscono all'iniziativa in collaborazione con il Ministero Affari Esteri. Impegno a rispettare i Business Principles for Countering Bribery di Transparency International. Partecipazione al Gruppo di Lavoro del GC sul tema anti corruzione (ambito nazionale ed internazionale). Statement in occasione della Plenaria EITI (tenutasi a Parigi). Accordo di cooperazione scientifica con UNODC su anti-corruzione.      
D2 Dichiarazione di adesione a standard regionali e internazionali, ad esempio UNCAC      
D3 Conduzione di risk assessment in aree potenzialmente a rischio di corruzione Divulgazione del compliance program anti-corruzione di eni ai partner nelle aree di attività considerate a rischio.      
D4 Policy dettagliate per le aree ad alto rischio di corruzione Supporto tecnico legale in materia di anti-corruzione fornito dall'unità interna finalizzato anche all'implementazione delle procedure Anti-Corruzione in eni e nelle sue controllate.      
D5 Rispetto delle leggi anti corruzione da parte dei business partners Richiesta di rispetto delle leggi applicabili, incluse le Leggi Anti-Corruzione, da parte dei business partner in particolare dei "Covered Business Partners" (partner di business che operano in aree a maggior rischio). Partecipazione a tavoli e gruppi di lavoro in ambito nazionale e internazionale per l'individuazione delle best practice.      
  Implementazione        
B2 Traduzione degli impegni in azioni Partecipazione a tavoli e gruppi di lavoro in ambito nazionale ed internazionale per individuare le best practice in materia di anti-corruzione: gruppi di lavoro del UNGC e del Network Italiano del GC.      
B4 Supporto della leadership aziendale alla lotta alla corruzione Normativa eni Anti-Corruzione approvata dal CdA e adozione da parte delle controllate.      
B5 Comunicazione e formazione su temi Anti-Corruzione per tutte le persone dell'azienda Iniziative formative rivolte ai key Officer di eni, corsi e-learning e workshop interattivi. Diffusione delle normative interne Anti-corruzione anche sul portale intranet aziendale.      
D6 Azioni volte a incoraggiare i business partners ad applicare gli impegni presi Emissione della procedura sui contratti di Joint Venture per la prevenzione di attività illegali. Promozione di un adeguato programma di compliance presso le società e gli enti in cui eni ha una partecipazione non di controllo, i "Covered Business Partners" e gli altri partners operanti in aree a rischio di corruzione mantengono un adeguato programma di compliance.      
D7 Responsabilità ed accountability del Management per l'implementazione di policy Responsabilità di tutto il personale eni nel rispetto della normativa e degli strumenti normativi Anti-Corruzione. Presenza di canali dedicati per comunicare violazioni (procedura whistleblowing). Specifici incontri formativi con il top management.      
D8 Inserimento di nuove clausole sui Diritti Umani nei contratti di approvvigionamento Inserimento di clausole sul rispetto dei diritti umani nei nuovi contratti di approvvigionamento. Provvedimenti nel caso di violazioni di leggi e/o normative interne su Anti-Corruzione.      
D10 Procedure di accounting e auditing su AC Monitoraggio interno delle attività di consulenza e di supporto che vengono erogate sulla base delle richieste diverse.      
D11 Partecipazione alle iniziative volontarie Partecipazione al Fraud Awareness W.G., iniziativa sponsorizzata da Shell avente lo scopo di mettere a disposizione delle multinazionali operanti nel West Africa una piattaforma per la condivisione delle best practices sul tema.      
  Monitoraggio        
B7 Processo di monitoraggio e sviluppo Aggiornamento e riesame periodico delle Normative Anti-Corruzione. Esame e valutazione dei controlli interni effettuati dall'Internal Audit sul rispetto della normativa eni Anti-Corruzione. Applicazione della norma SA8000 nella catena di fornitura.      
D13 Gestione delle violazioni Gestione delle segnalazioni direttamente e indirettamente ricevute dall'azienda e dalle controllate attraverso lo Strumento Normativo sulle segnalazioni anonime eni. Divulgazione della procedura sulle segnalazioni ai dipendenti e pubblicazione sul sito aziendale.      
D14 Pubblicazione di procedimenti legali sul tema AC Pubblicazione di multe e sanzioni più rilevanti nella Relazione Finanziaria Annuale.      
D15 Pubblicazione di procedimenti legali sul tema AC Utilizzo di certificazione indipendente sui programmi AC.      

Livello di attuazione dell'azione:

completata in corso di svolgimento implementazione da avviare

Nella tabella si riporta il grado di conseguimento del reporting sul 10° Principio secondo 3 livelli di analisi:

1. il livello interno: descrive come eni affronta il tema della trasparenza e della lotta alla corruzione attraverso la definizione di politiche, procedure e programmi;

2. il livello esterno: descrive le azioni intraprese da eni per condividere le proprie esperienze e le buone prassi aziendali con gli stakeholder;

3. il livello collettivo: descrive l'impegno di eni ad unire le proprie forze a quelle di altre aziende e stakeholder per promuovere la trasparenza e contrastare la corruzione.

eni aderisce all'Extractive Industries transparency Initiative (EItI) dal 2005, promuovendo la pubblicazione dei flussi finanziari generati dalle proprie attività nei Paesi i cui governi aderiscono all'iniziativa e facilitando il processo, in collaborazione con Ministero degli Affari Esteri, nei Paesi che non vi hanno ancora aderito formalmente.

Con riferimento agli sviluppi normativi sulla trasparenza dei pagamenti eni ritiene che un approccio in linea con l'EITI sia quello più efficace nel contribuire all'obiettivo dell'utilizzo trasparente delle revenues a vantaggio dello sviluppo locale.

Nel 2011 è proseguita l'attività di dialogo con le principali organizzazioni che si occupano del tema. eni ha partecipato a tavole rotonde internazionali sull'implementazione dell'EITI nelle realtà operative che aderiscono all'Iniziativa. è stata rafforzata l'attività di engagement con attori istituzionali che partecipano al processo dell'EITI.

La Norvegia è stato il primo Paese OECD a implementare i Criteri dell'EITI. Nel 2010 è stato nominato dal Board EITI come Paese compliant all'iniziativa. È stato elaborato il report Paese relativo al 2010. eni con la sua consociata in Norvegia fa parte del MSWG dal momento della sua costituzione insieme ai rappresentanti delle altre aziende petrolifere, quali Shell ed Exxon, ai rappresentanti istituzionali e agli esponenti nazionali della società civile (Transparency International e Publish Wath You Pay).

Nella Repubblica del Congo nel 2009 è stato elaborato il primo Report Paese. Nel 2010 è stato pubblicato il secondo report relativo agli anni 2007-2009. Il terzo Report relativo ai dati 2010 è stato emesso nel 2011. eni fa parte del MSWG dal 2008. Entro il 2012 il Paese dovrà completare il processo di validazione per l'ottenimento della compliance effettiva.

Nel 2010 il Board EITI ha nominato il Kazakhstan come Paese "close to compliant". Al momento il Paese mantiene lo stato di "close to compliant" avendo la possibilità di completare il processo di valutazione per la compliance entro il 2013. Nel 2011 il Paese pubblica il report EITI (con riferimento ai dati del 2009). Al momento è in corso di valutazione la possibilità di rendicontare sui dati 2010 e 2011.

La Nigeria attraverso l' emanazione del NEITI (Nigerian Extractive Industries Transparency initiative) ACT è il primo Paese in cui è disponibile un framework legale che supporta l'implementazione dell'Iniziativa. Nel 2011 è stato pubblicato il Report EITI relativo agli anni 2006-2008. Nello stesso anno NEITI (declinazione nazionale dell'EITI nel Paese) inizia un processo di formazione sul tema specifico destinato ai vari soggetti coinvolti nel processo di rendicontazione.

Il Mozambico, secondo il Board EITI, ha realizzato dei progressi rilevanti ma alcuni requisiti specifici ai fini della compliance non sono stati ancora raggiunti. Entro il 2013 il Paese dovrà completare il processo di validazione per l'ottenimento della compliance effettiva. Nel 2010 è stata ufficializzata la costituzione del Multi-Stakeholder Working Group e nel 2012 è stato pubblicato il report EITI relativo ai dati del 2009.

TRASPARENZA NEI PAGAMENTI

PAGAMENTI* EFFETTUATI DA ENI AI GOVERNI DEI PAESI CHE ADERISCO NO ALL'INIZIATIVA EITI
Paese Anno** Valori in valuta locale (migliaia) Valori in US$ (migliaia)
Kazakhstan (KPO) 2009 13.964.745 (KZT) 96.496
  407.162
Kazakhstan (KCO) 2009 1.611.151 (KZT) 11.133
Norvegia 2010 7.469.831 (NOK) 1.237.198
Timor Est 2009   185.853
Nigeria 2008   51.248
Congo 2010 25.357.083 (CFA) 1.158.822
  112.279
Mozambico 2009 1.735 (MZN) 65

* I pagamenti comprendono imposte sul reddito, IVA, royalties, altre imposte dirette e indirette.

** Ultimo esercizio fiscale locale a cui si riferiscono i dati e in cui è stata effettuata disclosure EITI.

ROYALTY VERSATE DA ENI IN ITALIA 2011
Area geografica Anno Valori in euro (migliaia)
Italia* 2011 203.886
- di cui Basilicata 2011 53.516

* Il valore include EniMed, Adriatica e Ionica.

Eni S.p.a. - Sede legale
Piazzale Enrico Mattei
00144 Roma

Sedi secondarie
Via Emilia, 1
e Piazza Ezio Vanoni, 1
20097 - San Donato Milanese (MI)

Partita IVA
n. 00905811006

Capitale sociale
€ 4.005.358.876,00 i.v.

C. F. e Registro Imprese di Roma
n. 00484960588

Missione
Siamo un’impresa integrata nell’energia, impegnata a crescere nell’attivita di ricerca, produzione, trasporto, trasformazione e commercializzazione di petrolio e gas naturale. Tutti gli uomini e le donne di eni hanno una passione per le sfide, il miglioramento continuo, l’eccellenza e attribuiscono un valore fondamentale alla persona, all’ambiente e all’integrità.