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I diritti umani

In ambito internazionale gli ultimi decenni sono contraddistinti dallo sviluppo di diversi strumenti di soft law (linee guida, dichiarazioni, ecc.) volti a qualificare il ruolo delle multinazionali e le loro responsabilità in materia di diritti umani.

È in questo quadro generale che si iscrivono i "Guiding Principles on Business and Human Rights", le Linee Guida sviluppate dal Rappresentante Speciale dell'ONU per il tema "Business and Human Rights", John Ruggie, per attuare il framework "Protect, Respect and Remedy", elaborato nel 2008 con cui, per la prima volta, Stati, imprese e ONG hanno raggiunto un consenso sugli obblighi delle imprese in materia di diritti umani. Le due risoluzioni ONU con cui lo Human Rights Council ha approvato il lavoro di Ruggie, chiamano le aziende ad operare attivamente al fine di minimizzare il pericolo di essere protagoniste di abusi e/o complici nelle violazioni commesse da soggetti con cui hanno instaurato rapporti istituzionali e commerciali, oltre che a prevenire il rischio di commettere direttamente violazioni dei diritti umani.

Anche la Commissione Europea si è impegnata ad adottare iniziative di regolazione, sia su base volontaria sia vincolante, ad introdurre incentivi economici per una gestione più sostenibile delle attività da parte degli operatori economici e a promuovere una maggiore trasparenza in ambito ambientale e sociale.

L'industria petrolifera nel suo complesso ha intensificato i propri sforzi al fine di assicurare l'allineamento delle sue pratiche alle indicazioni espresse dalle Nazioni Unite e dall'Unione Europea.

IPIECA, l'associazione internazionale delle imprese dell'oil & gas di cui eni è parte, ha avviato, a giugno 2011, il Business and Human Rights Project, un'iniziativa focalizzata sullo sviluppo e la condivisione di metodologie per l'attuazione dei Guiding Principles ed in particolare delle disposizioni in materia di due diligence e di grievance mechanism.

eni ritiene che il rispetto dei diritti umani rappresenti il fondamento per uno sviluppo inclusivo delle persone, dei territori e delle imprese. A tal fine si impegna a rispettare e a promuovere i diritti umani internazionalmente riconosciuti nelle proprie attività e in quelle affidate a terzi.

Le attività svolte da eni negli ultimi anni sono improntate al conseguimento del duplice obiettivo di prevenire il rischio di violazione dei diritti umani e/o di complicità negli abusi commessi da terze parti, in linea anche con il requisito di due diligence introdotto da Ruggie, e di espandere gli ambiti di promozione dell'accesso ai diritti fondamentali da parte delle persone che vivono nelle comunità locali ove sono presenti le attività operative.

Una tappa fondamentale di questo processo è stata l'elaborazione e l'integrazione del sistema normativo interno, a partire dalle Linee Guida sui diritti umani approvate nel 2007. A questo documento specifico, che si affianca al Codice Etico, si aggiungono le policy di Sostenibilità e di Persone, ultimate nel 2011, e la MSG di Security, che contengono riferimenti al rispetto dei diritti umani.

Si sta procedendo alla progressiva integrazione degli aspetti relativi al rispetto dei diritti umani in tutti gli strumenti normativi già esistenti e adeguata rappresentazione verrà assicurata in tutti quelli in corso di realizzazione.

La policy di Sostenibilità include una sezione dedicata al tema dei diritti umani in cui è descritta la posizione dell'azienda sugli aspetti più delicati. In particolare, nei casi di divergenza tra standard locali e internazionali, eni si impegna a sviluppare soluzioni che consentano comportamenti fondati sugli standard internazionali pur nella considerazione dei principi locali.

Temi prioritari per la promozione dei diritti umani

I diritti umani costituiscono uno dei tre pilastri delle Nazioni Unite accanto a pace e sicurezza e allo sviluppo. Nel 1993 gli Stati Membri delle Nazioni Unite hanno deciso di dare vita, sotto la direzione della Commissione per i Diritti Umani, all'Office of the High Commissioner for Human Rights (OHCHR). L'OHCHR, formato dai rappresentanti di 47 Stati Membri, costituisce l'ente principale per la promozione, protezione e implementazione dei diritti umani in tutto il mondo, e opera per assicurare il corretto svolgimento del lavoro dei responsabili della difesa dei diritti. Gli 11 impegni prioritari che l'Ufficio ha deciso di sviluppare nel corso del biennio 2012-2013 sono raccolti in tre aree principali: (i) assicurare un maggior rispetto degli standard internazionali sui diritti umani da parte di tutti gli Stati, incluse le Istituzioni e i sistemi giudiziari, così come le leggi, le politiche e i programmi nazionali; (ii) aumentare le ratifiche degli stumenti nazionali ed internazionali per la difesa e la promozione dei diritti umani, e aumentare i controlli sul alcune clausole vessatorie riguardanti i diritti umani; (iii) sviluppare meccanismi di accountability in linea con gli standard internazionali sui diritti umani per monitorare, investigare e reindirizzare i Paesi in caso di violazioni dei diritti umani in ambito civile, politico così come economico, sociale e culturale.

Fonte: OHCHR Management Plan 2012-2013

eni si sta dotando di strumenti gestionali per monitorare il rispetto dei diritti umani in tutti gli ambiti di attività. Ogni anno sono definite iniziative per risolvere le aree di miglioramento rilevate.

Nel 2011, a fronte del grande rilievo che ha assunto l'impegno delle imprese nell'implementazione dei Guiding Principles, e di alcune aree di miglioramento rilevate negli assessment realizzati, nel processo di pianificazione è stata inserita un'area dedicata a Business and Human Rights che comprende gli obiettivi prioritari legati a questo tema per il quadriennio 2012-2015.

Tali obiettivi riguardano: attività di monitoraggio relative alla salute delle comunità locali, nonché degli standard di lavoro applicati nei vari contesti, con particolare focalizzazione sulla catena di fornitura; la prosecuzione del piano di audit SA8000 nella catena di fornitura; l'adozione di sistemi di verifica e intervento per promuovere la diversità di genere in azienda; l'attivazione di azioni per aumentare la presenza del personale locale nelle posizioni di management all'estero.

eni gestisce attraverso un'apposita normativa interna (Whistleblowing) le segnalazioni, ricevute dall'azienda e dalle società controllate, in relazione a problematiche e a presunte violazioni in tema di controllo interno, informativa societaria, responsabilità amministrativa delle società, frodi o altre materie inoltrate da persone dell'azienda, membri degli organi sociali o terzi.

Segnalazioni

Fascicoli di segnalazioni   2011
Fascicoli di segnalazioni pervenute su probabile violazione dei diritti umani (numero) 43
Fascicoli di segnalazioni su violazione dei diritti umani chiusi nell'anno di cui: (numero) 44
- segnalazioni non fondate o fondate almeno in parte con adozione di azioni correttive e/o di miglioramento   18
- segnalazioni infondate   26

Dal 2011, è stata attivata l'identificazione, la raccolta e l'analisi sistematica dei dati relativi alle segnalazioni di presunte violazioni in materia di diritti umani. Le tematiche riguardano la sicurezza sul lavoro da parte di fornitori, le violazioni delle normative sul divieto di fumo da parte di dipendenti, problematiche più generali legate all'ambiente di lavoro nonché di harrassment verso dipendenti.

eni ha contribuito alle attività del Global Compact in ambito diritti umani partecipando attivamente agli incontri sia a livello nazionale sia internazionale e aderendo a diversi gruppi di lavoro sul tema.

In seno al gruppo di lavoro internazionale sui Diritti Umani eni ha contribuito alla definizione delle linee guida sul reporting in materia di diritti umani mentre, nel local network italiano, ha promosso l'avvio delle attività di studio e confronto sui temi rilevanti.

L'adesione di eni all' "Expert Group" delle Nazioni Unite su "Business and Peace" e la sua partecipazione attiva al gruppo di lavoro sul "Reponsible Business in Conflict-Affected and High-Risk Areas" confermano l'impegno dell'azienda a condurre le proprie pratiche di business ispirandosi a principi di responsabilità condivisa e di collaborazione trasparente con gli attori coinvolti a livello locale. L'iniziativa promuove l'applicazione, presso un Paese pilota, di linee guida elaborate per le imprese al fine di integrare la gestione dei diritti umani nel modus operandi delle stesse e dare il necessario sostegno per lo sviluppo di strategie sui diritti umani che siano idonee ed efficaci. Tale progetto mira a ribadire l'importanza dello sviluppo sostenibile a livello mondiale. eni, nello specifico, ha applicato la Guidance in Pakistan avvalendosi anche dei risultati dello Human Rigths Compliance Assessment condotto dal Danish Institute in loco.

eni in collaborazione con il danish Institute ha realizzato un progetto finalizzato a verificare la capacità di prevenire i rischi di violazione dei diritti umani in alcuni contesti operativi di particolare rilevanza.

Nell'ambito del progetto "diritti umani", lanciato nel 2008, sono stati condotti otto Human Rights Compliance Assessment (HRCA).

Il primo era finalizzato alla valutazione del sistema normativo interno, e gli altri sette, realizzati nelle consociate estere (Nigeria, Kazakhstan, Algeria, Egitto, Angola, Repubblica del Congo e Pakistan), erano finalizzati a verificare la capacità di prevenire i rischi effettivi di violazione sul campo. Grazie a questo processo sono stati conseguiti importanti risultati non solo in termini di conoscenza dei potenziali rischi di violazione ma anche di maggiore consapevolezza di tutte le persone che ne hanno preso parte. Le aree di miglioramento rilevate in più consociate sono state segnalate all'attenzione delle strutture di coordinamento, innescando processi di analisi e pianificazione di azioni correttive da realizzare ai diversi livelli (consociata, divisione o corporate).

A tal fine, eni ha istituito il gruppo di lavoro sui diritti umani con l'obiettivo di sviluppare soluzioni valide in risposta ai problemi emersi dagli HRCA, creare una cultura e una consapevolezza diffusa fra gli addetti ai lavori sui processi che impattano i diritti umani e arrivare a definire un sistema di gestione che garantisca il monitoraggio interno, conformemente a quanto raccomandato nei Guiding Principles. Il gruppo di lavoro è composto dalle funzioni aziendali maggiormente coinvolte nelle problematiche affrontate: Risorse Umane, Affari Legali, Security, Approvvigionamenti, HSE e Sostenibilità.

Le prime attività effettuate nel 2011 si sono concentrate sulle seguenti aree:

Follow-up: del primo assessment condotto nel 2008 in corporate e nella divisione e&p (Roma e Milano) per approfondire i progressi fatti e le criticità, alla luce anche di quanto emerso dagli HRCA realizzati nelle consociate.

Cinque Workshop: sul rispetto dei diritti umani nell'ambito di altrettante funzioni aziendali: Relazioni con le Comunità, Risorse Umane, Affari Legali, Security e Approvvigionamenti. I seminari sono stati moderati dal Danish Institute for Human Rights, al fine di promuovere un confronto sulle criticità e sulle opportunità emerse dagli assessment, sui relativi piani di miglioramento e sulla condivisione di best practices locali.

Queste attività hanno coinvolto più di cento persone, specialisti e manager.

In seno al GdL sui diritti umani, sono state avviate quattro task force interfunzionali sui seguenti aspetti:

Impact Assessment: l'obiettivo è di verificare e ove necessario completare l'integrazione dei diritti umani nelle normative e negli standard interni per effettuare valutazioni di impatto in coerenza con i principi e le best practice internazionali;

Land Management: l'obiettivo è di definire uno standard unitario che disciplini i processi di acquisizione di terre a partire dagli strumenti esistenti in diverse realtà e in coerenza con i principi e le best practice internazionali;

Human Resources and third Party Staff Standards: l'obiettivo è di effettuare un monitoraggio sull'applicazione degli standard internazionali in materia di diritti dei lavoratori nelle consociate eni, in considerazione delle normative locali in materia e con particolare riferimento ai partner nella catena di fornitura;

Grievance Mechanisms: l'obiettivo è di integrare i grievance mechanism, con particolare riferimento alle comunità locali, tenendo conto degli standard e delle best practice internazionali.

Il rispetto dei diritti umani nella catena di fornitura - Fornitori

Il percorso di implementazione del rispetto dei diritti umani nella supply chain è stato avviato nel 2008 con l'adozione delle Linee Guida per la tutela e la promozione dei diritti umani che contiene una sezione dedicata ai rapporti con i fornitori. Negli anni sono stati definiti diversi strumenti aziendali per regolare la selezione e l'ingresso nelle vendor list di eni, strumenti normativi e contrattuali per regolare il rapporto di lavoro, nonché strumenti di controllo per verificare e aggiornare lo stato di conformità e la condotta delle imprese.

Ad oggi nei contratti che eni stipula con i fornitori sono inserite specifiche clausole sui diritti umani che consentono di sanzionare il mancato rispetto con l'estinzione del contratto. I fornitori sono sottoposti a iter di qualifica e audit, a visite di inspection & expediting, nonché a processi di valutazione delle prestazioni e di verifica delle azioni correttive poste in essere.

Il metodo di qualifica, gestione e sviluppo della supply chain in eni prevede una valutazione dei fornitori attraverso criteri definiti sulla base delle check list e dei questionari utilizzati nello standard internazionale di certificazione SA8000.

Nell'ambito delle attività di qualifica e prequalifica, sono distribuiti ai fornitori questionari di self-assessment che contengono domande specificamente rivolte ad acquisire conoscenza sul livello di compliance ai requisiti richiesti da eni. Il fornitore consegna dunque un'autocertificazione firmata (qualifica preliminare) di conformità alle misure di tutela per assicurare il rispetto dei diritti umani a tutti i dipendenti e sub-fornitori.

eni esegue in media più di 370 audit di qualifica ogni anno in tutto il mondo.

La Vendor List di eni contiene più 7.110 fornitori qualificati. Un fornitore per essere qualificato è tenuto a dichiarare la propria adesione ai principi e agli standard internazionali in materia di diritti umani, tra cui la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, i principi del Global Compact e il Codice Etico di eni, oltre che ai requisiti specifici dettati dalla certificazione SA8000. Tra questi, il rispetto a: l'età minima dei lavoratori, il divieto al lavoro forzato, il divieto di discriminazione, la libertà di associazione e contrattazione collettiva, le condizioni di lavoro, la salute e la sicurezza, i requisiti di legge per la sistemazione dei dipendenti, i tempi di lavoro, salario e altre indennità, i contributi previdenziali.

eni favorisce il processo di consultazione con le comunità locali al fine di fare emergere le istanze delle categorie più vulnerabili.

eni si impegna a rispettare il diritto delle comunità a partecipare ai processi decisionali, mediante la consultazione e il dialogo, con l'obiettivo di raggiungere il consenso su aspetti cruciali quali la valutazione e la mitigazione degli impatti, la compensazione e la condivisione dei vantaggi derivanti dalle attività economiche.

La considerazione di temi relativi ai diritti umani avviene sin dalle prime fasi di fattibilità dei nuovi progetti. Particolare attenzione viene posta al rispetto dei diritti peculiari delle popolazioni indigene.

eni informa e coinvolge le comunità locali promuovendo una consultazione preventiva, libera e informata, e considera le loro istanze sui nuovi progetti, sulle valutazioni di impatto e sulle iniziative di sviluppo.

Per quanto riguarda l'impatto sulle comunità locali, tutti i progetti rivolti allo sviluppo dei territori e a favore delle comunità sono realizzati con il diretto coinvolgimento delle parti interessate.

I progetti promossi da eni prevedono la creazione di comitati di gestione composti da rappresentanti di eni e delle comunità e la realizzazione di attività di training sui settori di progetto e sul management.

eni si impegna inoltre ad evitare la riallocazione di nuclei abitati (resettlement); ove non sia possibile avvia consultazioni preventive con le persone interessate con l'obiettivo di raggiungere un'intesa, garantendo così un'adeguata compensazione per l'acquisizione di diritti sui territori.

eni si impegna a garantire il coinvolgimento delle comunità attraverso consultazioni e forum prima di ogni importante progetto di business. Nel 2011 in Nigeria sono state effettuate 3 consultazioni preventive con le comunità locali (Environmental Impact Assessment - EIA Public Forum) propedeutiche all'avvio di attività di esplorazione e perforazione nel Bayelsa State e nel Delta State.

In Mozambico, eni sta applicando tutte le procedure in termini di Community Relations e ha adottato un Communication Plan che prevede l'organizzazione delle consultazioni in Local Community Consultation Committees, con una speciale attenzione verso i gruppi vulnerabili. Nel 2011 sono stati organizzati incontri preventivi di informazione per presentare alle comunità di Cabo Delgado (rappresentanti della pesca, del turismo e rappresentanti delle autorità di regolazione) le attività di esplorazione e perforazione e discutere la valutazione degli impatti potenziali.

Il Coinvolgimento delle comunità locali

Modalità di engagement Attività
Consultazioni preventive sui progetti di business e sulle valutazioni di impatto
  • Incontri pubblici di informazione preventiva sulle attività di esplorazione in Mozambico, sulle attività di drilling e prospezioni geologiche in Indonesia; con gli stakeholder tra cui le popolazioni indigene in Norvegia; con le comunità locali in Italia (Val d'Agri, Ravenna, Porto Torres);
  • Consultazioni pubbliche su studi e valutazioni d‘impatto: EIA pubblici Indonesia, ESHIA forum e workshop pubblici in Nigeria; incontri per ESHIA attività sismiche in Togo presentazione risultati Agricultural Survey, seminari e incontri pubblici per la restituzione dei risultati dei progetti per la tutela dell'ambiente e la biodiversità in Kazakhstan, HSE workshop e azioni di engagement in Algeria.
Raccolta delle istanze
  • Community Grievance Mechanism in Kazakhstan, Nigeria, Pakistan;
  • Applicazione delle procedure di wistleblowing nelle consociate;
  • Focus group a Mantova (Italia) sulle performance di sostenibilità.
Survey e indagini sulla percezione delle comunità
  • Survey periodiche per la rilevazione della percezione delle comunità ospiti in Italia e all'estero.

eni rispetta i diritti peculiari delle popolazioni indigene, con particolare riferimento alle loro culture, stili di vita, istituzioni, legami con la terra di origine e modelli di sviluppo.

Nel rispetto delle popolazioni indigene eni ha adottato specifiche politiche, a conferma del suo impegno nel rispetto dei diritti umani di queste persone e nel loro inserimento nel processo decisionale della società.

eni ha adottato la Indigenous Peoples Policy in Australia e in Norvegia, e ha costruito specifici rapporti e strumenti relazionali con la comunità in Ecuador, al fine di garantire un coinvolgimento totale ed effettivo delle comunità delle aree di presenza di eni.

In Ecuador, gli accordi che regolano i rapporti tra la società e le comunità locali ed indigene sono previsti dalla Costituzione della Repubblica dell'Ecuador e dai trattati internazionali, in particolare dal Patto 169 sottoscritto con l'ILO. La società opera in linea con le "Guidelines on the Protection and Promotion of Human Rights", il Codice Etico e le diverse politiche aziendali. Una copia del Codice Etico di eni è stato distribuito alle popolazioni locali e ai rappresentanti delle organizzazioni dell'Ecuador.

Le attività di Security sono di fondamentale importanza per il rispetto dei diritti umani in relazione ad aspetti chiave quali la tutela dell'incolumità fisica delle persone, le relazioni con le comunità e il rispetto di principi quali il diritto alla vita, alla salute e la libertà di espressione.

Numerose sono le azioni intraprese per rafforzare l'impegno di eni nella prevenzione del rischio, nella formazione, nella gestione di situazioni di crisi e di emergenza e nel dialogo con gli stakeholder. eni ha realizzato un programma di formazione in materia di "Human Rights & Security" che ha visto la partecipazione dei security manager e delle forze di sicurezza, pubblica e privata, che svolgono la loro attività presso i siti in Italia e all'estero.

L'iniziativa è mirata a sensibilizzare gli operatori sui temi legati al rispetto dei diritti umani e all'osservanza del Codice Etico, mediante l'identificazione e la comunicazione delle potenziali criticità. Il progetto, in corso dal 2009, ha visto la realizzazione di sessioni formative nelle sedi direzionali in Italia (2009), Egitto, Nigeria (2010), Pakistan ed Iraq (2011), coinvolgendo un totale di 221 partecipanti tra forze di sicurezza pubblica e privata.

eni intende proseguire anche nel 2012 l'attività di promozione e realizzazione di interventi di formazione in materia di Human Rights & Security in ulteriori Paesi di presenza operativa.

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C. F. e Registro Imprese di Roma
n. 00484960588

Missione
Siamo un’impresa integrata nell’energia, impegnata a crescere nell’attivita di ricerca, produzione, trasporto, trasformazione e commercializzazione di petrolio e gas naturale. Tutti gli uomini e le donne di eni hanno una passione per le sfide, il miglioramento continuo, l’eccellenza e attribuiscono un valore fondamentale alla persona, all’ambiente e all’integrità.