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La conferenza delle Nazioni Unite: Rio +20

eni fu una delle poche realtà private a prendere parte alla Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo che si tenne a Rio de Janeiro nel giugno del 1992 (Earth Summit).

Con la Dichiarazione di Rio nel 1992 furono tracciati i principi fondamentali che diedero forma al concetto di sviluppo sostenibile e ispirarono, attraverso l'Agenda 21, le politiche di sostenibilità a livello globale e locale. Sulla scia del Summit la comunità internazionale adottò in seno alle Nazioni Unite tre importanti trattati: la Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico; la Convezione sulla Diversità Biologica; e la Convenzione per Combattere la Desertificazione.

Questo sistema normativo internazionale, ancora oggi in vigore, ha lo scopo di assicurare il diritto alla crescita economica e sociale garantendo la tutela dell'ambiente.

eni partecipò attivamente alla Conferenza di Rio. Già nel 1991 creò il comitato organizzativo "Eni-Eco ‘92" attraverso cui l'azienda svolse anche un ruolo di disseminazione e promozione della Conferenza. La partecipazione all'Earth Summit prevedeva un forte supporto al processo politico a livello internazionale: eni, unica italiana tra 20 imprese, partecipò nel 1990 alla fondazione del Business Council for Sustainable Development (oggi World Business Council for Sustainable Development), l'organizzazione dell'industria per la sostenibilità, che aveva il mandato di veicolare il contributo del settore privato all'Earth Summit. Fu attraverso il contributo del WBCSD che venne coniato il concetto di eco-efficienza.

eni ha proseguito il percorso tracciato in occasione dell'Earth Summit e ne ha sempre più integrato i relativi principi nella propria strategia di business.

Negli ultimi 20 anni il concetto di sostenibilità che da sempre contraddistingue il modo di operare di eni, è stato sistematicamente integrato in tutti i processi aziendali: dalla pianificazione, monitoraggio e controllo alla prevenzione e gestione dei rischi, dall'attuazione delle operazioni al reporting e alla comunicazione verso l'esterno delle performance sociali e ambientali. eni ha sviluppato strumenti in grado di trasformare i principi definiti dall'Earth Summit in impegni e risultati concreti. Ne sono esempio la Carbon Management Strategy che, supportata da obiettivi precisi, mira a minimizzare l'impatto sul cambiamento climatico; la mappatura delle aree di operatività caratterizzata dalla presenza di biodiversità, lo sviluppo di piani di gestione relativi e l'adozione del Corporate Ecosystem Valuation Tool (CEV) sviluppato in collaborazione con WBCSD, IUCN e altre 13 imprese multinazionali; l'adozione del Global Water Tool sviluppato dal WBCSD, customizzato al settore oil & gas da IPIECA, che ha portato alla mappatura delle aree a stress idrico in cui eni opera.

eni sostenne la Conferenza di Rio anche attraverso la Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM), il centro di ricerca indipendente creato pochi anni prima (1989).

La Fondazione diede sostegno alla Delegazione Italiana mettendo a disposizione le proprie competenze su una vasta gamma di temi e collaborando alla stesura del documento programmatico "Carbon Tax, Technology Cooperation and Global Warming". Il rapporto tra FEEM e la Delegazione Italiana si sarebbe mantenuto costante nel tempo soprattutto in riferimento ai lavori della Commissione Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, dei negoziati per il Protocollo di Kyoto nel contesto della Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico e delle attività dello Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). Negli stessi anni FEEM trasferiva questa esperienza nel settore industriale elaborando un manuale metodologico per la rendicontazione ambientale. Enichem e Snam furono le prime aziende a produrre un bilancio ambientale adottando il modello di FEEM il quale diede grande impulso a questa rendicontazione in Italia.

L'esperienza dell'Earth Summit caratterizzò profondamente la ricerca di FEEM: la Fondazione, da parte sua, ha continuato a supportare gli sforzi della comunità internazionale per lo sviluppo sostenibile. Nel corso degli anni, infatti, FEEM ha sviluppato un set di strumenti in grado di offrire una solida base scientifica per l'elaborazione e valutazione delle politiche di sostenibilità. Da questo punto di vista svolgono un ruolo fondamentale i modelli quali il World Iduced Technical Change Hybrid Model (WITCH, che permette di valutare costi ed efficacia delle politiche di mitigazione del cambiamento climatico) e l'Intertemporal Computable Equilibrium System (ICES, che misura l'impatto del cambiamento climatico sul welfare).

FEEM ha inoltre dedicato grandi sforzi all'elaborazione del suo Sustainability Index, strumento in grado di valutare l'interazione di fattori economici, sociali ed ambientali. L'Indice, pubblicato per la prima volta nel 2009, misura in modo integrato l'andamento delle performance ambientali, sociali ed economiche delle politiche nazionali e ne proietta gli impatti futuri. Si tratta di uno strumento unico per valutare la marcia globale verso lo sviluppo sostenibile Paese per Paese.

A distanza di venti anni dall'Earth Summit, in occasione della seconda Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio+20) si rinnova l'impegno della comunità internazionale sul tema dello sviluppo sostenibile.

Rio+20 rivoluziona il modo di intendere lo sviluppo sostenibile superando l'idea di equilibrio tra tutela ambientale e crescita economica nel concetto di green economy in cui la sostenibilità ambientale assicura benessere economico e sociale. Rivoluziona anche la strategia per lo sviluppo sostenibile riconoscendo all'industria e all'impresa il compito e la capacità di sviluppare ed implementare la sua visione garantendo la sostenibilità dello sviluppo.

Il settore energetico, più di ogni altro, è chiamato a contribuire. È, infatti, questo il settore responsabile per la maggior parte delle emissioni di CO2, nonché quello che garantisce le condizioni per crescita economica, erogazione dei servizi, e industrializzazione: l'energia è uno degli incroci fondamentali di tutela ambientale, crescita economica, sicurezza sociale. eni dispone di un patrimonio di risorse e soluzioni che rendono la green economy realtà di oggi. A partire dall'Earth Summit, eni ha intensificato un percorso di sostenibilità attraverso cui ha maturato un sistema unico di capacità, soluzioni e tecnologie per lo sviluppo sostenibile in termini di promozione, di supporto ai processi politici internazionali e di adozione di soluzioni innovative. È questa l'eredità che eni mette a disposizione di Rio+20 e attraverso cui intende contribuire al futuro dello sviluppo sostenibile.

eni ha avviato un processo di promozione e diffusione dei principi e degli obiettivi di Rio+20.

Perché i risultati di Rio+20 acquisiscano mordente è fondamentale che la società civile sia ben informata sulla loro importanza e possa supportarne e pretenderne l'implementazione. Per questa ragione eni ha dato vita a Energythink, un progetto congiunto con Legambiente che sin dal 2009 si occupa di esplorare i temi della sostenibilità energetica coinvolgendo i giovani ricercatori e gli studenti delle Università italiane. In vista di Rio+20 e innestandosi nel percorso dell'Anno Internazionale per l'Energia Sostenibile per Tutti dichiarato dalle Nazioni Unite per il 2012, Energythink affronta uno dei temi fondamentali della Conferenza: l'accesso universale ai servizi energetici moderni. eni e Legambiente hanno deciso di organizzare due eventi. Il primo si è tenuto a Venezia il 13 marzo, in collaborazione con l'Università Ca' Foscari e la Fondazione Eni Enrico Mattei, per accendere un riflettore su Rio+20 e attrarre l'attenzione di studenti e media. A questo appuntamento sono intervenuti speaker di livello internazionale quali Fatih Birol, Chief Economist presso l'International Energy Agency e massimo esperto in materia di accesso all'energia. Energythink ha visto inoltre la partecipazione del Presidente di eni, Giuseppe Recchi. Insieme alla Conferenza si è tenuto il workshop organizzato da FEEM "Energy Poverty and Access to Energy in Developing Countries" cui hanno preso parte ricercatori da tutta Europa con l'obiettivo di creare una comunità scientifica in grado di supportare il policy making a livello globale. Il secondo appuntamento di Energythink ha luogo in ottobre presso l'Università Bocconi con l'obiettivo di diffondere le conquiste di Rio+20 presso la comunità degli studenti e dei ricercatori italiani. Nel percorso verso la Conferenza FEEM ha inoltre organizzato a Milano il 20 aprile l'evento "Passaporto per Rio+20". L'incontro ha raccontato e discusso in modo semplice e chiaro la storia dello sviluppo sostenibile a partire dalla Conferenza del 1992 e i grandi temi che sono stati e saranno affrontati su scala mondiale. Nel ripercorrere questa storia sono stati invitati i protagonisti italiani del 1992 e del 2012, come Domenico Siniscalco, Ministro dell'Ambiente in occasione dell'Earth Summit.

eni supporta proattivamente i processi politici internazionali con l'obiettivo di stimolarli a raccogliere le sfide globali emergenti e trovare soluzioni concrete per uno sviluppo sostenibile.

In materia di energia il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha deciso di lanciare l'iniziativa Sustainable Energy for All allo scopo di affiancare al processo di Rio+20 un movimento in grado di promuovere la sostenibilità energetica. L'iniziativa stabilisce tre obiettivi da raggiungere entro il 2030:

  • assicurare l'accesso universale ai servizi energetici moderni;
  • raddoppiare il tasso di crescita dell'efficienza energetica;
  • raddoppiare la percentuale di energia rinnovabile nel mix energetico mondiale.

Sustainable Energy for All raccoglie gli impegni di governi ad adottare le necessarie misure e riforme; di imprese ad investire in soluzioni e tecnologie; di organizzazioni della società civile ad assicurare la consapevolezza pubblica. Global Compact, WBCSD, World Bank, UNIDO, UNDP e molte altre agenzie delle Nazioni Unite li supportano. Si tratta della più grande partnership pubblico-privata mai intrapresa. Gli impegni adottati sono parte integrante di Rio+20 e rappresentano l'assicurazione sull'implementazione degli obiettivi che la Conferenza sancisce in materia di sostenibilità energetica. eni, che concentra i propri sforzi sul tema dell'accesso all'energia, supporta Sustainable Energy for All sin dal lancio nel settembre 2011. eni ricopre un ruolo prominente in questa iniziativa e ha collaborato a svilupparne la struttura e la missione. Il sostegno di eni a Sustainable Energy for All, infatti, viene da lontano, dal gennaio 2011 quando l'Amministratore Delegato Paolo Scaroni, in occasione del LEAD Luncheon, riconobbe la necessità di coordinare gli sforzi del settore privato in vista del raggiungimento della sostenibilità energetica e annunciò l'intenzione di eni nell'assumere la leadership di una tale impresa. In pochi mesi, lavorando a stretto contatto, eni e il Global Compact hanno messo a punto una Task Force in seno al LEAD che conta oggi sulla partecipazione di oltre 20 compagnie multinazionali, due banche di sviluppo e tre organizzazioni internazionali. La Task Force supporta la definizione di impegni concreti ad agire da parte del settore privato e mette a disposizione un toolbox di soluzioni che guidi, da un lato, le imprese nell'adozione di business model funzionali al raggiungimento degli obiettivi del Sustainable Energy for All e faciliti, dall'altro, la creazione da parte dei policy makers delle condizioni necessarie perché questi vengano dispiegati su larga scala. A seguito del lancio ufficiale del Sustainable Energy for All, la Task Force promossa da eni è stata integrata nell'iniziativa: nel corso del UN Private Sector Forum del settembre 2011 il Presidente di eni assunse l'impegno formale a supportare l'iniziativa.

eni è inoltre parte attiva della Access to Energy Initiative del World Business Council for Sustainable Development. L'iniziativa ha recentemente pubblicato il "Business solutions to enable energy access for all", strumento per mezzo del quale il settore privato mostra soluzioni pronte per essere utilizzate e individua le condizioni che governi e istituzioni debbono assicurare perché queste possano essere scalate e replicate. È stata inoltre rinnovata l'adesione al Corporate Circle dello Earth Institute presso la Columbia University, nel contesto del quale eni sta discutendo soluzioni innovative in materia di accesso all'energia.

Basandosi sull'esperienza maturata negli anni, eni ha sviluppato una strategia su Sustainable Energy for All che prevede soluzioni innovative sui temi di accesso all'energia, efficienza energetica e rinnovabili.

Il supporto all'accesso universale ai servizi energetici caratterizza fortemente la strategia di eni nei Paesi di presenza. La priorità accordata ad interventi di accesso all'energia deriva dalle opportunità di business loro legate e dall'urgenza del tema per i territori di operatività. eni mette a disposizione dei Paesi partner tre soluzioni:

  • produrre energia elettrica attraverso gas associato;
  • distribuire gas per lo sviluppo dei mercati locali;
  • implementare soluzioni per la distribuzione di energia.

Incrementare il tasso di efficienza energetica è una priorità per tutti i settori di business di eni. Tre sono le linee di azione attraverso le quali l'azienda intende migliorare la propria efficienza energetica:

  • ridurre il consumo di energia dei processi, degli impianti e degli immobili;
  • mettere a disposizione del consumatore prodotti e servizi in grado di migliorare l'efficienza del consumo;
  • diffondere una cultura dell'uso responsabile e sostenibile dell'energia.

Le fonti rinnovabili rappresentano un fattore importante nella sostenibilità del mix energetico di oggi e del futuro. La competitività di queste fonti, tuttavia, è ancora limitata: ostacoli di carattere tecnologico e di integrabilità con gli esistenti sistemi devono essere superati. Perché le rinnovabili possano raddoppiare la propria incidenza nel mix energetico mondiale senza sacrificarne la sostenibilità economica, è necessario, oltre ad applicare le migliori tecnologie disponibili, investire in ricerca scientifica e innovazione industriale. Questa consapevolezza guida l'impegno di eni nel:

  • supportare la ricerca e sviluppare partnership con le Università;
  • produrre impianti fotovoltaici conformi a standard di eccellenza;
  • innovare e convertire processi e prodotti industriali.

È questo il concetto di energia sostenibile per tutti che eni porta con sé ovunque operi.

Eni S.p.a. - Sede legale
Piazzale Enrico Mattei
00144 Roma

Sedi secondarie
Via Emilia, 1
e Piazza Ezio Vanoni, 1
20097 - San Donato Milanese (MI)

Partita IVA
n. 00905811006

Capitale sociale
€ 4.005.358.876,00 i.v.

C. F. e Registro Imprese di Roma
n. 00484960588

Missione
Siamo un’impresa integrata nell’energia, impegnata a crescere nell’attivita di ricerca, produzione, trasporto, trasformazione e commercializzazione di petrolio e gas naturale. Tutti gli uomini e le donne di eni hanno una passione per le sfide, il miglioramento continuo, l’eccellenza e attribuiscono un valore fondamentale alla persona, all’ambiente e all’integrità.